Come riconoscere il videocitofono adatto per ogni contesto?

Il citofono, a partire dalla sua versione più rudimentale ha assunto forme diverse nel tempo. Oggi è possibile spaziare da un semplice bottone di chiamata e un’unità di risposta fino a videocamere ad alte prestazioni, funzionalità di automatizzazione e controllo di determinati accessi, reportistiche di ingressi e uscite, integrazione di sistemi di domotica.

La storia della citofonia parte da lontano ed è strettamente legata al concetto di controllo del varco. Dapprima la mano bussava alla porta, e fori e grate consentivano di vedere chi vi fosse al di là della barriera. Con l’evolversi delle strutture architettoniche sono nate esigenze sempre più complesse e questo ha stimolato l’innovazione tecnologica.

Da quale bisogno è nato il citofono?

Sicurezza, risparmio del tempo e riduzione delle distanze.

Già Leonardo D Vinci alla fine del 1400 si è interrogato sulla possibilità di mettere in comunicazione paesi, case in diversi manoscritti:

“In cento miglia cento case, ne quali stia cento guardie, che faranno per sotterrani condotti sentire una novella in tre quarti d’ora”.

— Codice Atlantico 1498

”Parleransi li omini di remotissimi paesi l’uno all’altro, e risponderansi”

— Manoscritto B 1487

Rapidità delle comunicazioni in punti distanti e automazione sono i concetti che hanno spinto la citofonia verso la direzione odierna. Basti pensare che tra i primi modelli di gestione del varco c’erano sistemi meccanici di corde e catene, un sistema per suonare e dunque annunciare la presenza e uno per l’apertura a distanza della porta.

Curiosità

Perché a Bologna si dice “dare il tiro”?
Nel 18esimo secolo, nelle case dei bolognesi i portoni si aprivano grazie ad un sistema meccanico costituito da corde e catene. Nello specifico gli ospiti che arrivavano davanti al portone potevano annunciare la propria presenza schiacciando un pomello che faceva suonare una campanella posta all’interno dell’abitazione, essendo collegato ad essa attraverso una corda; la servitù poteva, poi, aprire il portone a distanza sganciandone la serratura grazie ad un secco e forte tiro alla catena ad esso agganciata. Da allora l’espressione dare il tiro è divenuta a tutti gli effetti sinonimo di apertura della porta.

Il successo del pensiero laterale: non solo video citofonia oggi!

Come tutti sappiamo una tappa fondamentale nell’evoluzione della citofonia è stato l’avvento dell’IP. Questo ha affiancato la citofonia analogica e ha permesso di aumentare le funzionalità dei citofoni uscendo dal canonico scopo di riconoscere rapidamente chi si trova all’esterno della struttura e comunicare con lui.

Dunque, il citofono assume forme diverse, non solo un semplice bottone di chiamata e un’unità di risposta ma la possibilità di vedere a distanza grazie alle videocamere, di poter automatizzare e controllare determinati accessi e di avere uno strumento appropriato a diverse strutture, di poter attingere a reportistiche di ingressi e uscite, di integrare sistemi di domotica.

4 domande per capire qual è il videocitofono più adatto alla tua struttura

Oggi è possibile implementare dal più semplice citofono a più complessi sistemi di controllo del varco attraverso dispositivi a lettura biometrica, videocitofoni con motion detection, lettori RFID e molto altro…

A prescindere dal vertical di riferimento ci sono 4 domande che possono aiutarti a capire di cosa ha bisogno il tuo cliente o quale soluzione può intercettare le sue necessità:

  • Funzioni e servizi richiesti all’unità interna
  • Estetica della struttura e caratteristiche tecniche dei prodotti
  • Tipologia di montaggio e numero e tipologia di varchi da gestire
  • Budget

Vediamo insieme alcune caratteristiche utili 6 casi differenti:

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