L’importanza dello workspace (anche virtuale) quando si lavora da casa

In questo periodo siamo stati costretti ad abbandonare le nostre scrivanie e a portare il lavoro dentro le mura di casa. E anche se i lavoratori italiani che usufruivano dello smart working prima dell’emergenza sanitaria erano seicentomila, è innegabile che la situazione attuale sia più impegnativa da gestire: innanzitutto, non tutti sono equipaggiati per lavorare da remoto e in secondo luogo, è diverso usufruire di quattro giorni al mese di smartworking rispetto alla convivenza forzata di vita professionale e vita personale per un lungo periodo. In questa occasione è difficile dare una separazione netta tra le due cose, rischiando di compromettere non solo la qualità del lavoro, ma anche il benessere personale. 

L’importanza degli spazi 

Quello che serve per cercare di tenere le due vite il più separate possibile è delimitare bene gli spazi: non solo quello fisico, ma anche quello virtuale. Con le infinite possibilità che ci dà la tecnologia, ormai viviamo tra due mondi, quello reale e quello digitale: ognuno di noi, oltre a essere una persona concreta, in carne e ossa, è anche un utente, un indirizzo email, un contatto online nella chat aziendale. In questo momento è essenziale far convivere le due identità, cercando di fare in modo che una non soffochi l’altra, concedendo a ognuna i suoi spazi e i suoi tempi. 

Trova il tuo spazio fisico: le tre colonne del tuo tempio 

Anche Le Corbusier, architetto, diceva: “Spazio, luce, ordine. Sono cose di cui gli uomini hanno bisogno, come hanno bisogno di pane o di un posto per dormire.” Questi tre elementi sono alla base di ogni postazione lavorativa e si possono cercare e ritrovare anche fuori dagli uffici. 

  • Spazio: per creare una postazione di lavoro favorevole alla produttività, bisogna trovare una stanza o uno spazio designato. Se non si è fortunati da avere uno studio a casa, si opterà per una scrivania o un tavolo in un luogo tranquillo, riparato dal caos della quotidianità. Cercate di scegliere uno spazio lontano dalla TV o da altri elementi di distrazione.  
  • Luce: per coloro che guardano lo schermo di un computer per tante ore al giorno, l’illuminazione gioca un ruolo fondamentale sulla produttività. La luce naturale è sicuramente la migliore, quindi se è possibile, è preferibile impostare la postazione di fronte a una finestra. Se lo spazio di lavoro non ha accesso alla luce naturale, optate per l’illuminazione a LED, poiché crea una luce pulita e confortevole senza abbagliamento ed è inoltre energeticamente efficiente. 
  • Ordine: eliminare gli elementi che non sono necessari per creare uno spazio che sia pulito e organizzato, soprattutto se la postazione di lavoro non è in uno studio apposito. Uno spazio di lavoro organizzato è cruciale per la creatività: previene le distrazioni per aiutare il flusso di idee e aiuta a tenere la mente libera. 

Prenditi il tuo spazio virtuale: il diritto alla disconnessione 

Separare la vita personale da quella professionale è ancora più difficile quando la tecnologia ci permette di essere connessi in ogni momento: un vantaggio che noi apprezziamo, specialmente in un periodo in cui ci viene chiesto di essere fisicamente distanti. Ma ovviamente la possibilità di accedere in ogni momento a qualsiasi tipo di informazione e risorsa, porta anche degli svantaggi: quando finisce l’orario di lavoro?  

Uno degli aggettivi che più di frequente viene associato allo smart working o al lavoro da remoto, è flessibilità. Ma quanto possiamo essere flessibili, fino a quanto possiamo spingerci? 

Il diritto alla disconnessione è semplicemente il nostro diritto a staccare la spina, a chiudere gli schermi al di fuori degli orari di lavoro, a non rispondere a e-mail o messaggi che fanno capolino sullo smartphone. Molte aziende stanno iniziando a inserire il diritto alla disconnessione nei contratti, come parte di una policy aziendale, ma ancora non esiste una normativa a riguardo: in Italia, l’unico riferimento legislativo si trova nella legge che disciplina lo smart working. L’obiettivo è quello di tutelare il lavoratore, di non costringerlo a essere sempre reperibile, senza possibilità di pause e assenza di riposo. In questo periodo, più che mai, è essenziale delimitare bene i nostri tempi, stabilire la durata della nostra presenza nello spazio virtuale. Essere sempre connessi e operativi, senza staccare e senza rispettare l’alternanza di riposo e lavoro, porta inevitabilmente a una situazione di stress, che non nuoce solo alla produttività, ma anche al benessere personale. 

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