Gli UPS , strumenti indispensabili per garantire la Business Continuity

In un’era in cui il business delle aziende fa sempre maggiore affidamento sui sistemi informatici, diventa una prerogativa fondamentale garantire l’efficienza di questi ultimi e la continuità delle attività aziendali, prevenendone la possibile interruzione.

Parliamo della cosiddetta Business Continuity, o “Continuità Operativa”, un vero e proprio paradigma strategico che qualsiasi azienda lungimirante dei giorni nostri deve mettere in atto per rispondere prontamente a calamità naturali ed errori umani capaci di compromettere l’infrastruttura IT, e di generare conseguenti perdite di profitto.

La  continuità operativa risulta compromessa per il 50% dall’ interruzione dell’alimentazione elettrica:* anche un semplice calo di tensione della rete elettrica può bastare a provocare danni ingenti all’ hardware, comportando perdite di dati, interruzione di servizi ed altre conseguenti problematiche.

Come difendiamo l’infrastruttura IT da tali problematiche? Un prezioso alleato in tal senso sono gli UPS (Uninterruptible Power Supply), noti anche come Gruppi di Continuità.

Si tratta di dispositivi a batteria che, in caso di blackout o di disfunzioni della rete elettrica, garantiscono un’alimentazione elettrica supplementare e di riserva. Il dimensionamento degli UPS va naturalmente ponderato in base alle specifiche esigenze operative di ogni singola azienda, e alla numerosità delle utenze interne non interrompibili, pena la perdita della continuità operativa.

*Fonte: Aberdeen Group

 

E tu garantisci la Business Continuity nella tua azienda?

Da anni Eaton, leader globale nella gestione delle criticità nel settore della gestione elettrica, offre alle aziende una linea completa di Ups efficienti ed affidabili, dispositivi di protezione dalle sovracorrenti, unità di distribuzione dell’alimentazione (PDU), soluzioni per il monitoraggio remoto, misuratori, software, soluzioni di connettività, armadi, gestione della circolazione d’aria e servizi professionali.

Quali sono i problemi di alimentazione più comuni che gli Ups Eaton sono in grado di risolvere?

 

  • Interruzione dell’alimentazione: Può essere causata da un guasto negli impianti della società elettrica o dalla caduta di un fulmine. Il dispositivo potrebbe spegnersi improvvisamente, con il rischio che i dati vengano danneggiati.
  • Cali di potenza: Spesso causati dall’avvio di grossi carichi nelle vicinanze, possono causare il blocco delle apparecchiature nonché danni all’hardware.
  • Picchi di tensione: La caduta di fulmini nelle vicinanze può causare degli innalzamenti di tensione di breve durata. Le conseguenze più comuni sono la perdita di dati e/o danni all’hardware.
  • Cali di tensione: Si verificano solitamente quando la rete di alimentazione è sovraccarica, la loro durata varia da pochi minuti a più di un giorno. Possono portare a delle disfunzioni nei computer.
  • Sovratensione: Può portare al danneggiamento dell’hardware.
  • Disturbi elettrici: Possono causare problemi intermittenti difficili da individuare.
  • Variazioni di frequenza: Si riscontrano generalmente sull’alimentazione fornita dai generatori.
  • Transitori di Commutazione: Si tratta della caduta di tensione istantanea , solitamente dura pochi nanosecondi.
  • Distorsione Armonica: Può portare ad errori di comunicazione e danni all’hardware. Può essere causata da avviatori a velocità variabile o a fotocopiatrici.

Eaton offre 3 topologie di UPS, ciascuna delle quali mira ad offrire un diverso livello di protezione delle apparecchiature IT dalle problematiche sopra elencate.

 

Come scegliere l’ UPS giusto: il calcolo della potenza

La  potenza del gruppo di continuità è solitamente espressa in VA (Voltampere).

Dal momento che la potenza degli alimentatori e quella massima richiesta dalle periferiche viene descritta in Watt (W), è necessario operare una conversione da Watt a Voltampere o viceversa. Andranno dunque sommati tutti i consumi massimi in Watt dei dispositivi che si intende collegare al gruppo di continuità, e che dovranno continuare a funzionare anche in assenza dell’erogazione di energia elettrica dalla rete.

Per ottenere i VA necessari, si dovrà dividere il numero dei Watt richiesti dai carichi che si desidera alimentare in caso di blackout per un fattore di potenza variabile, ovvero per il rapporto tra la potenza attiva in Watt e la potenza apparente in VA. Quest’ultimo, un numero compreso tra 0 e 1, esprime l’efficienza del gruppo di continuità, e dovrebbe essere sempre verificato esaminando le specifiche tecniche del dispositivo.  L’efficienza è crescente man mano che il numero si avvicina ad 1.

 

Per quanto tempo l’UPS alimenta i dispositivi elettronici ad esso connessi?

I gruppi di continuità sono di norma dimensionati per dare modo agli utenti di spegnere normalmente i sistemi protetti o comunque per rispondere a dei brevi blackout. Se si ambisce ad un’autonomia prolungata nel tempo (fino ad una, due ore o più) sono necessari pacchi aggiuntivi di batterie, ed eventualmente la scelta di un UPS sovradimensionato.

L’autonomia del gruppo di continuità è dunque direttamente proporzionale alla capacità delle batterie montate nell’UPS stesso e, di conseguenza, impatta in maniera incisiva sul costo finale del prodotto.

 

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