L’INSICUREZZA INFORMATICA COSTA ALL’ITALIA CIRCA 10 MILIARDI DI EURO.

In crescita, rispetto al 2016*, gli attacchi anche nel settore research/education (+29%), software/hardware vendors (+21%), banking&finance (+11%) e Healthcare (+10%), a testimonianza del fatto che nessuno può ritenersi escluso come possibile bersaglio.

Secondo l’ultimo rapporto sulla sicurezza ICT elaborato dal Clusit – l’Associazione Italiana per la Sicurezza Informatica – negli ultimi sei anni i costi dell’insicurezza informatica a livello globale, generati dal cybercrime, sono quintuplicati toccando, nel 2017, quota 500 miliardi di dollari. Lo scorso anno, truffe, estorsioni, furti di denaro e di dati personali hanno colpito quasi un miliardo e mezzo di persone nel mondo causando, ai soli privati cittadini, una perdita stimata in 180 miliardi di dollari. Un trend di crescita inarrestabile, con 1.127 attacchi registrati come “gravi”, ovvero con ricadute significative per le vittime in termini di perdite economiche, di danni alla reputazione e di diffusione di dati sensibili, di cui il 21% è stato classificato ad impatto “critico”. In particolare, lo studio evidenzia, quale prima causa, con il 76% degli episodi complessivi, il cybercrime, seguita dall’information warfare e da attacchi con finalità di espionage.

“Sulla base dei dati elaborati dal Clusit, la situazione dell’Italia non sembra migliorare: si stimano, infatti, intorno ai 10 milioni di euro i danni subiti nel 2016 dal nostro Paese per attività di cybercrime, un valore dieci volte superiore a quello degli attuali investimenti in sicurezza informatica, che sfiorano, ad oggi, appena il miliardo di euro.” Commenta Emiliano Papadopoulos, CEO di Allnet.Italia che aggiunge “Il prossimo 25 maggio è la data di scadenza ufficiale per la piena applicazione del General Data Protection Regulation (GDPR): il nuovo Regolamento Europeo che nasce proprio con l’intento di armonizzare le direttive all’interno dell’UE in materia di protezione di dati. Una grande opportunità per le aziende e per gli operatori del settore, per implementare una solida strategia di data protection e puntare allo sviluppo di un mercato digitale affidabile su cui poter ridisegnare il proprio business.”

In un contesto come quello attuale, infatti, caratterizzato da una forte accelerazione verso nuovi paradigmi quali l’IoT, la mobilità BYOD, la gestione di ambienti social, i Big Data e la diffusione di servizi Cloud, sempre più con modalità as a service, l’intento del Legislatore è proprio quello di rafforzare la tutela dei dati di fronte ai nuovi rischi derivanti da un mondo in rapida trasformazione.

Leggi il comunicato stampa

 

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